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“UN PAESAGGIO IN PARTE RICREATO CON UN LAVORO DI NOTEVOLE COMPLESSITÀ OSPITA UN’ABITAZIONE NASCOSTA TRA ROCCE E VEGETAZIONE”
Grandi massi rocciosi sono stati trasportati sul luogo con mezzi meccanici, qui sono stati messi in equilibrio con enorme perizia, poi puntellati con ferri non diversamente da quanto avviene nelle operazioni chirurgiche più complesse, legati con cemento e “suturati”, come accade per le ferite, dalla vegetazione che oggi li ricopre generosamente. L’idea che ha guidato il progetto è stata quella di ricreare un paesaggio nel quale la casa potesse svilupparsi con estrema naturalità, per lo più nascosta alla vista di chi percorre la strada d’accesso e celata, attraverso una ricca cortina di alberi e cespugli che sono stati piantati nel corso della costruzione, agli sguardi delle case che sorgono poco lontane. Caratteristica di questa, come di altre abitazioni progettate dall’architetto di origine francese, è la sensazione che l’edificio sia lì da sempre, che si tratti di una ristrutturazione più che di un nuovo intervento. E questo deriva non solo dalla scelta dei materiali e dal loro trattamento, ma anche dall’esecuzione di ogni dettaglio che esprime altissime capacità artigianali. L’impresa, con i suoi muratori, scalpellini, piastrellisti e falegnami che hanno lavorato a questo progetto, ha applicato, infatti, la profonda conoscenza di antiche tradizioni. La costruzione, razionale nella sua pianta interna che sfrutta con effetto scenografico l’affaccio sul mare, ha forme morbide e avvolgenti, mai aggressive. Due i momenti forti: il primo è dato dalla presenza all’interno dell’ingresso di ampie porzioni di rocce che, saldate tra loro e composte armoniosamente con la muratura, danno vita a due spettacolari finestre chiuse da vetri fissi di notevoli dimensioni. Il secondo è rappresentato dalla scala a chiocciola con nucleo vuoto che dal piano terra sale al primo piano, sinuosa ed elegante. L’interno ha pareti dall’andamento plastico, i raccordi non sono mai rettilinei e le volte sono per lo più a crociera. Sono scelte progettuali che non si traducono in disegni esecutivi ma vengono rese operative in cantiere; grazie a una stretta collaborazione tra architetto e mano d’opera, nascono da un gesto manuale non diverso da quello di un artista. Poche le finestre tradizionali, tutte hanno dimensioni tra loro diverse e alcune assomigliano a cannocchiali dalla forma irregolare che puntano sul paesaggio. Ai rivestimenti di pareti e pavimenti il progetto di Béthoux dà grande rilievo: con un lavoro manuale di precisione certosina sono stati applicati frammenti di lava smaltata nella cabina doccia del bagno padronale e con altrettanta perizia è stato rivestito il lavandino incassato nella zona barbecue all’esterno, con tessere irregolari di grès, cotto a fuoco di legna. La mano dello scalpellino ha scavato un grande blocco di travertino per ricavarne il lavabo che ora è protagonista del bagno, mentre i lavori in ferro battuto dell’artista Fortuné Evangeliste hanno arricchito le aperture con grate scultoree e decorato la bella porta d’ingresso con bandelle che assomigliano a serpenti. Un ultimo elemento che non può essere tralasciato è la piscina prospiciente la casa che ha forme morbide come quelle delle piccole baie della costa. Anche qui, come in tutto il terreno intorno, è difficile immaginare che le rocce che lambiscono l’acqua siano state posizionate recentemente. Il loro inserimento estremamente naturale fa sì che nulla le distingua dalle rocce basse trovate sul luogo.