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“FORME FLUIDE E AVVOLGENTI, ROCCE NATURALI E LAVORATE, MANUFATTI IN LEGNO IMPORTANTI COME SCULTURE RISPONDONO A UN PRECISO PROGETTO DECORATIVO”
Si è voluto conservare al massimo quello che era lo spirito con cui è stata concepita e rispettare la filosofia dell’architetto che ha voluto questa abitazione simile a un organismo vivente, racchiuso tra mura morbide e avvolgenti, plasmate come si plasmano i castelli di sabbia sulla spiaggia. Archi grandi e piccoli, nicchie scavate nelle pareti che hanno un andamento ondulato, percorsi interni ed esterni che si raccordano fino a giungere sul tetto dove la casa si apre al paesaggio: mettere mano a questi elementi ha richiesto una raffinata manualità, tipica degli artigiani della Filigheddu Costruzioni, capaci di essere precisi nelle finiture e nei numerosissimi dettagli. I materiali utilizzati sottolineano la ricchezza offerta dal luogo, non solo con un uso intenso del granito in blocchi naturali, ma anche del biancone di Orosei, del legno di ginepro e del cotto artigianale. Due gli interventi importanti: la creazione di una scala ricavata da un patio chiuso e cieco e la risistemazione della terrazza sul tetto, sulla quale si può condurre, grazie a tutte le attrezzature di cui dispone, una vita parallela a quella che si svolge negli interni. La scala si sviluppa da una corte interna pavimentata in granito a piastrelloni squadrati, per salire avvolgente, con gradini anch’essi di granito bocciardato. Il gioco delle pietre è accuratissimo: chi le ha lavorate e posate doveva conoscerne tutti i segreti, saperle tagliare con la stessa perizia con cui si tagliano le pietre preziose, smussarle e raccordarle tra di loro come fa uno scultore e adattarle alle pareti, arrotondandole dove necessario. Il progettista e l’impresa danno ulteriore esempio di sottile bravura e perizia quasi maniacale nella copertura di un muro basso che divide due zone del soggiorno: qui, la sigillatura del granito, posato a opus incertum, è stata fatta con il piombo fuso e lavorato a freddo. Quando non è trattata, ma lasciata naturale, la pietra non richiede meno precisione: accade nei possenti monoliti che fungono da pilastri della pergola antistante il soggiorno, nelle lastre di notevoli proporzioni che pavimentano e rivestono la doccia esterna (sotto un pergolato con travi di ginepro), quando si affianca ai conci che disegnano un arco intorno a un portone di ginepro o quando viene scavata perché diventi fioriera che accompagna un complesso di rocce naturali che incorniciano il vetro di una finestra di forma tondeggiante. Anche il legno, presente sia all’esterno che all’interno, gioca un ruolo altrettanto decisivo. Per lo più di ginepro, diventa corrimano aereo che accompagna la scala a spirale, pergola che intreccia fili di rafia sul tetto, testata del letto, sostegno della cappa nella cucina all’aperto, fino a nascondere, con un gioco di tronchi tormentati, l’impianto delle tubature nella doccia sul terrazzo. L’aspetto più fortemente decorativo, dove il colore fa da contrappunto al bianco dei muri, è affidato ai rivestimenti delle zone di servizio. Mosaici in gocce cristalline di ceramica dai toni marini, alternati a quelli più neutri, rivestono con andamento irregolare le pareti della doccia padronale, oppure disegnano rivoli d’acqua nel pavimento della doccia esterna in biancone di Orosei, e lo stesso biancone posato a palladiana è stato utilizzato nella cucina all’aperto. Solo l’altissimo livello degli artigiani dell’impresa che vi hanno lavorato consente a questa casa di essere ciò che è: un universo isolato dal contesto circostante, nella cui architettura si riflette la volontà di rispondere ai desideri di chi vi abita.